Goodbye, Devalle

Goodbye, Devalle

Goodbye, Devalle

Tutti stanno celebrando i successi del passato di Beppe Devalle (Torino, 1940 – Milano, 2013): le Biennali, Triennali, Quadriennali, da Venezia a Tokyo, passando per Roma e Milano, l’amicizia con Pistoletto, la frequentazione con Sperone, la Hayward Gallery, il Museo del 900, la Villa Reale di Monza, Palazzo dei Diamanti, il PAC, la GAM-Torino, il Corriere della Sera e l’insegnamento a Brera, ma anche il suo ritiro dalle scene e la lunghissima malattia. Tutto vero; eppure è un torto nei suoi confronti, perché gli ultimi suoi anni, nel silenzio della critica, li ha trascorsi a lavorare, pur divorato dalla malattia, da mattino a sera, per creare cose nuove, diverse da quelle che un tempo lo avevano reso famoso. Continua…

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