Francis Alÿs: “A volte fare qualcosa non porta a niente”

Francis Alÿs è un artista di strada, nel senso che vive la sua arte soprattutto nelle strade, nei grandi e piccoli fenomeni collettivi, nei rumori della strada e nelle sue contraddizioni. Non gli piace la strada, però, perchè ci passano le macchine, puzza, la gente è ossessivamente e freneticamente in movimento, per andare dove, poi? Tutti si muovono ma sono piccoli uomini impotenti in un mondo che li usa, tantopiù a Mexico City.

Alÿs allora, forse, è un artista della strada, ma non di strada, è un politico: il suo orizzonte culturale è la strada, ma non l’orizzonte ricettivo della sua opera. Lui, infatti, vuole parlare al mondo, denunciare che si dà sempre la possibilità di provare ogni cosa alla povera gente, sapendo già che ogni promessa nei loro confronti rimarrà irrealizzata.

In questo video non esistono punti di riferimento, l’artista vaga, solo, traportando sotto il sole un blocco di ghiaccio che inevitabilmente si scioglierà: egli ha intrapreso un’azione senza obiettivo; di fatto, sta solo occupando il tempo, cosa che si trova a fare buona parte della popolazione delle zone povere del mondo.

Alÿs oggi è l’artista dell’impotenza, della resistenza ad una società veloce che travolge gli obiettivi degli individui per schematizzare gli obiettivi della società. Alÿs davvero sta pretendendo, per il nostro ego singolare, ma anche per quello collettivo, una rinnovata umanità, una nuova capacità di stare insieme, rivendicando che quando si vuole che qualcosa porti dei risultati li porti, ma anche che quando non lo si vuole, non si debba essere costretti ad una produttività infruttuosa.

Video: F. Alÿs, “Paradox of Praxis 1 (Sometimes Making Something Leads to Nothing)”, 1997, Mexico City.

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