
"Sogno causato dal volo di un'ape attorno ad una melagrana un attimo prima del risveglio", 1944. Olio su tela, 51x41 cm. Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza.
Salvador Dalì è un artista molto controverso. C’è perfino chi lo ritiene un uomo che “porta nella visione onirica e piena di implicazioni sessuali un suo delirio di grandezza, un’ampollosa retorica neo-barocca, una ripugnante mescolanza di lubrico e di sacro” (Argan). Probabilmente è vero, ma è altrettanto vero che Dalì è uno dei geni dell’arte del ’900.
A mio avviso è fuorviante considerarlo un surrealista, e da qui possono essere nati molti equivoci: non ultimo dei motivi è che il surrealismo aveva posto fine all’idea dell’artista come creator mundi, vedendolo solo come “passivo” medium di contatto con una dimensione oltre la realtà, ed invece Dalì è un creatore quasi romantico, assai più che chiunque altro nel Novecento.
Il surrealismo, infatti, con la sua “pratica dell’inconscio” prelude all’action painting di Pollock, ma guardando Dalì nulla potrebbe esserci di più lontano. Leggi l’articolo completo



